Aggiornato a ottobre 2026
I piatti tipici di Stintino arrivano quasi tutti dal mare: polpo, tonno, aragosta, pesce da zuppa e frutti di mare, cucinati in modo semplice, con pochi ingredienti e tanto rispetto per la materia prima. Stintino è nato come borgo di pescatori e la sua cucina lo racconta ancora oggi, piatto dopo piatto.
Noi siamo Davide e Silvia: Davide è pescatore, Silvia cucina ogni giorno il pescato a bordo della nostra barca. In questa guida ti raccontiamo cosa mangiare a Stintino, quali piatti sono davvero legati al borgo e quali invece sono tipici della Sardegna in generale, in che stagione assaggiarli e cosa bere per accompagnarli. Di ristoranti parliamo in un’altra guida: qui ci concentriamo su cosa ordinare.
In breve
- La cucina stintinese è una cucina di mare e di pescatori: polpo, tonno, aragosta, zuppe e pesce povero.
- Il sito turistico della Regione cita tra i piatti locali il polpo in agliata e alla stintinese, la zuppa d’aragosta e la bottarga di tonno.
- Pane carasau, formaggi, seadas e mirto non sono stintinesi ma sardi: li trovi in tutta l’isola, e anche qui.
- Molti prodotti hanno una stagione, e per aragosta e ricci di mare la pesca è chiusa in alcuni mesi dell’anno.
Quali sono i piatti tipici di Stintino?
Stintino è stato fondato nel 1885 dalle famiglie che dovettero lasciare l’Asinara quando sull’isola furono insediati il lazzaretto e la colonia penale. Per quasi un secolo il paese ha vissuto di pesca e della tonnara Saline: per questo la sua tradizione in cucina è fatta di pesce, di conserve e di ricette nate per non sprecare nulla. Se vuoi conoscere meglio questa storia, la trovi nella nostra pagina sulla storia di Stintino.
Il portale ufficiale Sardegna Turismo indica tra i sapori del borgo il polpo in agliata e alla stintinese, la zuppa d’aragosta, la bottarga di tonno, i frutti di mare e il pescato fresco. È un buon punto di partenza. Ricorda però che non esiste un ricettario «ufficiale»: ogni famiglia ha la sua versione, e quella che assaggi in un ristorante può essere diversa da quella che trovi a casa di un pescatore.
Questa tabella riassume i piatti di cui ti parliamo nella guida, con gli ingredienti principali e il periodo migliore per assaggiarli.
| Piatto | Ingredienti principali | Quando assaggiarlo / stagione |
|---|---|---|
| Polpo alla stintinese | Polpo; nella nostra versione, con le patate | Quasi tutto l’anno, secondo il pescato |
| Polpo in agliata | Polpo, aglio, pomodori secchi, peperoncino | Quasi tutto l’anno; ottimo freddo in estate |
| Bottarga di tonno | Uova di tonno salate ed essiccate | Tutto l’anno (è un prodotto conservato) |
| Zuppa d’aragosta | Aragosta; la ricetta cambia da casa a casa | Da marzo ad agosto, quando la pesca è aperta |
| Zuppa di pesce | Pesce da scoglio, crostacei, molluschi, pomodoro | Tutto l’anno, secondo il pescato |
| Insalata di mare | Polpo, seppie, molluschi, sedano, limone | Soprattutto d’estate |
| Ricci di mare | Ricci crudi, oppure sugo per la pasta | Solo nei mesi di pesca fissati dalla Regione (inverno e primavera) |
| Fainè | Farina di ceci, acqua, olio, sale | Soprattutto d’inverno, a Sassari e dintorni |
| Seadas | Pasta, formaggio fresco, scorza di agrumi, miele | Tutto l’anno |
Il tonno e l’eredità della tonnara
Per generazioni, a Stintino il tonno è stato lavoro prima ancora che cibo. La tonnara Saline è rimasta attiva fino agli anni Settanta del Novecento ed era la principale fonte di reddito del paese prima dell’arrivo del turismo. Della sua storia e della mattanza parliamo nel dettaglio nell’articolo dedicato alla Tonnara Saline di Stintino.
In cucina, la tonnara ha lasciato soprattutto l’abitudine di conservare il tonno e di usarne ogni parte. Ecco cosa puoi trovare oggi.
La bottarga di tonno
È il prodotto più legato a Stintino. La Regione Sardegna la riconosce come prodotto agroalimentare tradizionale e, nella scheda ufficiale, tra le zone di produzione cita espressamente Stintino, insieme a Carloforte, Isola Piana, Sant’Antioco e Portoscuso. Si ottiene dalle uova del tonno, pressate, salate a mano più volte e lasciate asciugare per settimane.
Ha un colore marrone scuro e un gusto più deciso della bottarga di muggine. Si taglia a fettine sottili, con un filo d’olio, oppure si grattugia sulla pasta. Se la compri da portare a casa, chiedi sempre da dove arriva e come è stata lavorata.
Musciame e tonno sott’olio
Il musciame è il filetto di tonno salato ed essiccato. Anche questo è un prodotto tradizionale sardo, ma la scheda regionale lo lega soprattutto alle tonnare del sud-ovest, nel Sulcis: a Stintino puoi trovarlo, ma non è una specialità esclusiva del borgo. Lo stesso vale per il tonno sott’olio, che la tradizione regionale associa in primo luogo a Carloforte e Portoscuso.
Il tonno fresco, invece, lo trovi nei menu di molti ristoranti della zona, in tagliata, alla griglia o con la pasta. Oggi il tonno rosso si pesca con quote e regole molto precise: se ti interessa la provenienza, chiedi pure in sala.
Il polpo: alla stintinese, in agliata, in insalata
Se c’è un piatto che i nostri ospiti ci chiedono di raccontare, è il polpo. Nel nostro mare è uno dei protagonisti della pesca con le nasse, e nelle cucine di Stintino si prepara in tanti modi diversi.

Il polpo alla stintinese, a modo nostro
Il «polpo alla stintinese» è citato tra i piatti del borgo, ma non abbiamo trovato una ricetta codificata che valga per tutti. Ti raccontiamo quindi come lo prepariamo noi a bordo: il polpo appena salpato viene cotto, tagliato a pezzi e unito alle patate. Un piatto semplice, che lascia parlare il sapore del polpo.
Altre famiglie e altri ristoranti lo fanno in modo diverso, con più o meno aglio, con il pomodoro o senza patate. Assaggiarne più versioni durante la vacanza è il modo migliore per farti un’idea.
Il polpo in agliata
L’agliata è una salsa a base di aglio, pomodori secchi e peperoncino, nata come piatto povero dei pescatori di Alghero e diffusa in tutto il Sassarese. Si usa con il polpo e con il pesce, fritto o bollito. Il polpo in agliata è uno dei piatti che Sardegna Turismo cita per Stintino: ha un gusto deciso, quindi se non ami l’aglio chiedi prima com’è preparato.
L’insalata di polpo
È l’antipasto di mare più comune in tutta la Sardegna, e d’estate non manca quasi mai. Polpo lessato, patate o sedano, olio e limone: semplice, fresco, perfetto dopo una giornata al sole.
Aragosta e zuppa d’aragosta
La zuppa d’aragosta è uno dei piatti che Sardegna Turismo associa a Stintino. È un piatto da occasione, perché l’aragosta è il crostaceo più pregiato di questo mare, e anche qui ogni cucina ha la sua ricetta. Nel nord-ovest dell’isola è famosa anche l’aragosta alla catalana, servita d’estate su un letto di pomodori e cipolle, che però è la specialità simbolo di Alghero.
Tieni conto della stagione: in Sardegna la pesca dell’aragosta è vietata dal 1° settembre alla fine di febbraio, secondo le regole fissate dalla Regione. Se vuoi assaggiarla appena pescata, il periodo giusto va dalla primavera all’estate. Fuori stagione, chiedi sempre da dove arriva.
Pesce povero, zuppe e frutti di mare
La vera cucina dei pescatori non è fatta solo di prodotti pregiati. Gran parte della tradizione nasce dal pesce che non si riusciva a vendere: scorfani, gallinelle, pesci da scoglio, piccoli crostacei. Con questo pesce si fanno le zuppe, i sughi per la pasta e i brodi per la fregola, la pasta di semola tostata che si trova in tutta l’isola.
Nel Sassarese la zuppa di pesce ha molte versioni. Ad Alghero, per esempio, si chiama copatza de peix e si riconosce dal peperoncino. A Stintino la trovi fatta con il pescato del giorno, e cambia secondo quello che il mare ha dato. Se vuoi imparare a riconoscere le specie che finiscono in pentola, leggi la nostra guida ai pesci del Golfo dell’Asinara.

Tra gli antipasti trovi spesso anche l’insalata di mare, le cozze e i frutti di mare in umido o gratinati. Sono piatti diffusi lungo tutte le coste sarde, non solo a Stintino: la differenza la fa la freschezza.
Ricci di mare: quando si possono mangiare
I ricci di mare sono un prodotto tradizionale di tutta la Sardegna, non solo di Stintino. Si mangiano crudi, appena aperti, con il pane, oppure come condimento per gli spaghetti.
La loro pesca è regolata ogni anno da un decreto della Regione. Per la stagione 2026 è stata consentita solo ai pescatori professionali, da inizio gennaio a metà maggio, con esclusione delle domeniche e di alcuni festivi. Per i pescatori sportivi e ricreativi la raccolta è vietata. Le date cambiano di anno in anno e da tempo si discute di un fermo più lungo per far recuperare la specie.
Ricci di mare: le regole in Sardegna
- La stagione di pesca è stabilita ogni anno dalla Regione con un decreto (per il 2026: decreto regionale sulla pesca del riccio di mare, poi prorogato fino al 16 maggio).
- La raccolta è vietata ai pescatori sportivi e ricreativi.
- La taglia minima è di 50 mm, aculei esclusi.
In pratica: se vieni a Stintino in estate o in autunno, i ricci appena pescati in Sardegna non li troverai. Se compaiono nel menu fuori stagione, è giusto chiedere la provenienza.
Cosa mangiare a Stintino oltre al pesce
A tavola, accanto al pesce, trovi i prodotti che accompagnano ogni pasto in Sardegna. Non sono specialità stintinesi, ma fanno parte della cucina di tutti i giorni anche qui.
- Pane carasau e guttiau. Il carasau è il pane sottile e croccante nato nelle zone pastorali dell’interno, in Barbagia. Il guttiau è la sua versione condita con olio extravergine e sale, ripassata in forno.
- Formaggi di pecora. Il pecorino, fresco o stagionato, è sempre presente sulle tavole sarde, spesso con il miele o come antipasto.
- Fainè. È una specie di farinata di ceci tipica di Sassari e dintorni. È considerata un piatto invernale: d’estate la trovi meno spesso.

Dolci sardi e mirto: come si chiude un pasto
Anche i dolci che troverai a Stintino sono quelli della tradizione sarda, con qualche specialità del nord dell’isola.
- Amaretti. Tipici del nord Sardegna, fatti con mandorle dolci e amare.
- Papassini. Biscotti con uva passa e frutta secca, diffusi nel centro-nord dell’isola.
- Seadas. Due dischi di pasta con un ripieno di formaggio fresco e scorza di agrumi, fritti e coperti di miele. Nascono nella cultura pastorale della Barbagia, ma oggi si trovano ovunque.


Per finire c’è il mirto, il liquore rosso ottenuto dalle bacche di una pianta della macchia mediterranea. Il «Mirto di Sardegna» ha un disciplinare di indicazione geografica che prevede che tutta la produzione, dalla raccolta delle bacche all’imbottigliamento, avvenga sull’isola. È il digestivo che offriamo anche a bordo, dopo il caffè.
Cosa bere: i vini del nord Sardegna
Con il pesce, in Sardegna si beve soprattutto bianco. Queste sono le denominazioni che trovi più facilmente nei locali di Stintino e del nord dell’isola:
- Vermentino di Sardegna DOC: si può produrre in tutta la regione ed è il bianco più diffuso con il pesce.
- Vermentino di Gallura DOCG: l’unica DOCG dell’isola, prodotta nel nord-est.
- Alghero DOC: la denominazione del nord-ovest, con bianchi, rossi e rosati.
- Moscato di Sorso-Sennori DOC: un vino dolce dei paesi vicino a Sassari, da provare con i dolci secchi.
- Cannonau di Sardegna DOC: il rosso più noto dell’isola, per chi preferisce il rosso anche con piatti di pesce più saporiti come le zuppe.
Dove assaggiare il pescato appena salpato
Per i piatti di cui ti abbiamo parlato, a terra hai molte possibilità: abbiamo raccolto qualche indicazione nella guida su dove mangiare a Stintino. C’è però un modo diverso di conoscere la cucina di questo mare: mangiare il pesce nello stesso posto in cui è stato pescato.
È quello che succede durante una giornata di pescaturismo. La mattina si salpano le nasse con gli ospiti, si guarda cosa è uscito e quello che non va trattenuto torna in mare. Poi Silvia porta il pescato nella cucina di bordo, mentre si fa il bagno in una cala dell’Asinara.

Il pranzo ha un primo e un secondo e dipende sempre dalla pesca della mattina. Tra i piatti che prepariamo più spesso ci sono gli spaghetti al sugo di granchio, il nostro polpo alla stintinese con le patate e le alici marinate fatte da noi. Si accompagna con vino locale e si chiude con qualche dolcetto, il caffè e un bicchierino di mirto. Chi è celiaco o ha intolleranze ce lo dice quando prenota e prepariamo un menu adatto.
Se vuoi sapere come si svolge la giornata, dalla partenza da Porto Mannu al rientro, trovi tutto nella pagina dedicata all’esperienza di pescaturismo a Stintino.
Il consiglio di Silvia
Quando ordini il pesce, chiedi sempre «cosa c’è di pescato oggi?» invece di scegliere solo dal menu. Il pesce del giorno, anche quello meno famoso, è spesso il più buono e il più giusto da mangiare. E se vedi il polpo nel menu, chiedi se è fresco di giornata: si sente subito la differenza.
Domande frequenti sui piatti tipici di Stintino
Qual è il piatto più tipico di Stintino?
Non ce n’è uno solo, ma i più legati al borgo sono il polpo, preparato alla stintinese o in agliata, la zuppa d’aragosta e la bottarga di tonno, eredità della tonnara.
La bottarga di tonno è davvero di Stintino?
Sì. La Regione Sardegna la riconosce come prodotto tradizionale e cita Stintino tra le zone di produzione, insieme ad alcuni centri del sud-ovest come Carloforte e Portoscuso.
Quando si può mangiare l’aragosta fresca in Sardegna?
In Sardegna la pesca dell’aragosta è vietata da settembre a fine febbraio. Il periodo giusto per mangiarla appena pescata va dalla primavera all’estate.
In che mesi si trovano i ricci di mare?
Solo nei mesi fissati ogni anno dalla Regione, di solito tra l’inverno e la primavera. Nel 2026 la pesca è stata consentita da gennaio a metà maggio, solo ai pescatori professionali.
Si possono assaggiare i piatti di pesce anche durante il pescaturismo?
Sì, il pranzo a bordo si prepara con il pescato della mattina. Il menu cambia ogni giorno in base a quello che esce dalle nasse.
Il pranzo a bordo è adatto a celiaci e intolleranti?
Sì, prepariamo pasti per celiaci e per chi ha intolleranze. Basta segnalarlo al momento della prenotazione.
Vuoi assaggiare il pescato appena salpato?
Sali a bordo della Motopesca Alex con Davide e Silvia: salpata delle nasse, bagno nelle cale dell’Asinara e pranzo con il pesce della mattina.


